
Vi è mai capitato che vi parlassero di mete
lontane come dei viaggi sacri del motociclista, La via della Seta, Capo
Horn, L'Isola di Man? E mentre ve ne parlano di immaginare di esser li e
quando il vostro amico narratore finisce, rimanere con un : “E si, chi
sà”.
Il mio vicino di casa un 50enne free,
motociclista, chitarrista, mi ha sempre parlato di questi viaggi e uno
di questi me lo ripeteva e ripeteva in continuazione.
Finchè un giorno, senza ricercarlo, un amico che
non sentivo dell'Elefante di Gennaio, mi invia un invito via sms.
-Ci sei per un giro?
-Ma dove?
-A su dai! in giornata andiamo e torniamo!
-Ok! ma dove?
-Andiamo in Austria sul ghiacciaio del GROSSGLOCKNER!
-Ah!..... E che destino sia!
Come è la vita,cerchiamo tanto, per poi quando
smettiamo, ci cade addosso!
Parto presto, mi porto solo dietro la tuta
antipioggia, l'imbottitura invernale del giubbotto, mi infilo gli
stivali guanti e via.
Sfreccio sulla Treviso-Vittorio Veneto molto
velocemente e in meno che non si dica, Cadola, Belluno, Cortina, Lago di
Misurina vengono bevuti assieme al caffè e al cornetto caldo presi
fuori da un bar pasticceria del lago.
Bella tirata, mi dico, ascoltando i crepitii dello
scarico spento.
La temperatura è freschina, inizia a lasciarmi
perplesso sull'abbigliamento, molto poco”Crystal rally” ma molto una
estate al mare.
Conferma ricevuta dopo aver incrociato i primi
motociclisti, domandandomi pure:” Ma non è che ho combinato una cazzata
vestendomi così?”.
L'Austria è una bellissima nazione, sembra che
l'abbiano disegnata, da quanto perfetta e in ordine si presenta.
Arriviamo con tranquillità sotto il ghiacciaio, sosta
per rifornimento di pane e altro da imbottirlo e lì incrociamo altri
motociclisti di ritorno dal passo che ci informano, della caduta di
neve, del vento a raffiche, della nebbia fitta, delle temperature sotto
lo zero.
Altro?
Si parte,ci aspettano 400 km circa di percorso.
Arriviamo alla barriera d'ingresso del parco,
paghiamo l'entrata, attacco l'adesivo per indicare un'altra tacca fatta e
iniziamo a salire.
Ogni meta che raggiungo assieme alla mia moto, mi
porta sempre di più a non separarmene mai; si certo ci sono mezzi
migliori, ma la mia moto è mia!Questo legame si rafforza ad ogni
destinazione raggiunta, non so se mi capite....
Mano a mano che saliamo cala la nebbia, io sono
ancora vestito in jeans e giacca versione estiva.
Arrivati sul ghiacciaio, la mia prima esclamazione
è:-
Porca puttana, quanto freddo è!
Risposta:- 5°...
E' una bella emozione!Non mi pareva di esser li, le
parole del mio vicino di casa mi rimbombavano nella mente e il bello
sarebbe stato vedere la sua faccia quando glielo avrei raccontato.
Cazzo che freddo!
Molti motociclisti arrivano al Gross, da ogni parte
d'Europa, tutti addobbati in stile Capo Horn, al contrario del
sottoscritto che a confronto era vestito per la prima comunione, come si
dice stringiamo le chiappe, che ce la faremo!
Riesco appena a vedere la prima marmotta grossa come
un vitellino, che inizia a nevicare.
Una tipa ad alta voce dice:- Piove!
Io:- Governo ladro....
Non l'ha fatta ridere, pazienza, ma almeno mi sono
sfogato.
Benedetta la tuta antipioggia, così provvidenziale
che pur tenendola addosso come se fosse una seconda pelle avevo ancora
freddo.
Una birra, un po' di prosciutto in corpo e si inizia
la discesa per passare all'altro passo, moltoooo lentamente, considerata
la strada stretta e tortuosa.
Cazzo un altro Elefante e che diamine!
Il parco del GROSSGLOCKNER si suddivide in svariate
vette un tempo utilizzate per gare di scalata e regolarità tra macchine e
moto.
Sfido io! Le curve non mancano, le salite anche forse
manca di larghezza la strada, considerato che per passare da un rifugio
all'altro, per poco non mi toccavo con altri motociclisti.
Scendiamo e saliamo, su e giù, con la temperatura che
scende accompagnata da una nebbia fitta,fitta tanto che la visiera
prima si appanna per poi ghiacciarsi. Conseguenza? Non vedevo un tubo!.
Piccolo aneddoto.
Ricordo che appena ho smesso di chiedermi, tra me e
me:- Ma quanto freddo fa?, Alzando lo sguardo dal conta chilometri verso
la strada a visiera semi aperta, non mi vedo sbucare dalla nebbia in
discesa, in stile Bathman, un tipo in sella ad una Giap stradale con
jeans strappati, camicia aperta svolazzante con canotta bella bianca a
vista?
Cazzo! Questo è matto!
Il rifugio viene raggiunto con qualche perplessità
sul passo.Fin qui tutto ok, tranne qualche scoppiettio dovuto all'
quota, ma tutto bene.
Un tipo da Vicenza, mi chiede l'accendino e iniziamo i
classici discorsi:
Quale è la tua moto?
Quella nera rispondo! E la tua?
Quella gialla!
Ah, e come ti trovi, bene?
Si!... Anche io ne avevo una, prima serie,l'ho tenuta
15anni.
L'orgoglio inizia a salirmi... con la mia sono
arrivato solo a 100,000km dal 2006, anno di immatricolazione.
Lui 300mila, poi l'ha data ad un mio amico che sta
ancora correndo e quando lo incontra lo ringrazia ancora.
Lui continua: Si, si vanno bene, sull'altra avevo
cambiato l'olio dopo 50,000km.
Come direste voi?: ma va fa....o!
(1-0) palla al centro.
Mai mi sono sentito così c.....e.
Però una Ta con 300mila km mi è di buon augurio.
Scesi dal Gross, ci dirigendoci verso la stazione
ferroviaria che ci avrebbe fatto risparmiare un bel po' di tempo
passando sotto il tunnel.
Siamo bloccati da una strana processione di mucche
variopinte con a seguito pastori adornati come dei monaci etnico-
egiziani.
Tutto questo a passo d'uomo, con la pula a piedi fino
in centro al paese, cercando di evitare le varie bombe di m...a che di
tanto in tanto mollavano dal “retro”.
Arriviamo al treno, Max fa la furbata di passare
davanti alla lunga fila di auto, ma nulla da fare, la pula lo riporta in
dietro.
Dopo un' oretta di attesa per il turno spezzata da un
mini bivacco creato in colonna tra salame e pane avanzato ed imitati
pure da altri saliamo, leghiamo le moto e in poco tempo siamo dall'altro
lato del monte.
Ripassiamo per Misurina, scendiamo fino a Cortina
centro, incrociando diversi bar con belle signorine in posa per l'happy
hours.
Mi viene in mente una cazzata fatta da ragazzino neo
maggiorenne, quando lavoravo per un ditta di ponteggi in estate tanto
per arrotondare.
Un Sabato in trasferta finito tardi, senza neppure
lavarci, zozzi e bisunti assieme ad alcuni colleghi più vecchi di me,
non ci venne di andare in quelle discoteche all'aperto?Vi lascio
immaginare al banco del bar: l'effetto Mosè quando apri le acque!
Eccovi l'aneddoto balenatomi miscelato all'idea di
fermarci infangati come delle cloache, per partecipare all'happy hours.
Vista bionda in tacco 10...
Ma è tardi e della idea mal sana, mi rimane solo un
tenero sorriso da ebete spentosi all'auto grill di Belluno, penultima
meta della giornata, prima di salutare i miei compagni di avventura
all'uscita di Treviso Nord.
Rientro a casa verso le 10,00 passate, felicissimo
del viaggio.
Consegno la marmotta a Vale che mi rimanda sotto la
doccia senza passare dal via.
Ragazzi che girello!
Consigli della nonna per sconfiggere il freddo.
Se avete freddo al busto infilatevi dei giornali,
oppure recuperate un sacco della spazzatura, aprite dei fori ai lati e
al centro per far passare testa e braccia e infilatevelo, poi vi mettete
il giubbotto.
Funziona!
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